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Storia

70 anni di Amicizia ebraico-cristiana a Firenze: una storia per guardare al futuro

Come e quando sono nate le Amicizie Ebraico-cristiane in Europa dopo la seconda guerra mondiale?

La  nascita della prima associazione italiana di Amicizia Ebraico-Cristiana a Firenze, una delle prime nate in Europa dopo i tragici eventi della guerra 

La Firenze del dopoguerra poteva vantare una tradizione di umana solidarietà già radicata, sviluppatasi proprio nell’opera di resistenza alla barbarie nazista. A Firenze l’appello di Jules Isaac e del convegno di Seelisberg trovarono un terreno fertile e una pronta risposta. Ha del provvidenziale la rapidità con la quale un piccolo gruppo promotore seppe mettere radici e svilupparsi. Il seme, gettato già negli anni oscuri delle persecuzioni, era piccolo, ma era coltivato da personalità eminenti e profetiche quali Aldo Neppi Modona, Giorgio La Pira, Ines Zilli Gay, Angelo Orvieto, Arrigo Levasti, Raffaele Ciampini, Giacomo Devoto, Raffaello Del Re, Lina Trigona, e dall’apporto silenzioso, ma non meno importante di tanti soci che presto vollero unirsi da ogni parte d’Italia. Ebrei e cristiani (e, fin dall’inizio, cristiani di ogni confessione) cominciarono a incontrarsi regolarmente su un piano di assoluta parità in questa “libera accolta” di eguali, mossi soltanto da spirito di amicizia e di fratellanza; diedero vita già nel 1951 ad un Bollettino che ancor oggi prosegue con inalterata convinzione; allacciarono stabili legami con analoghe associazioni esistenti in altri paesi, rappresentando l’Italia quale membro fondatore dell’ International Council of Christians and Jews (ICCJ), il Comitato Internazionale delle Amicizie Ebraico-Cristiane.

Il Bollettino e le pubblicazioni

Fin dagli inizi, l’attività dell’Amicizia si è svolta seguendo diverse direttive: conferenze, letture sistematice della Bibbia, pubblicazioni, manifestazioni internazionali in Palazzo Vecchio, presenza ai colloqui annuali dell’ICCJ. Il Bollettino, inizialmente ciclostilato, esce dal 1966 in edizione a stampa e viene distribuito, oltre che ai soci e ai simpatizzanti, anche a moltissime biblioteche pubbliche e di istituti religiosi in tutta Italia, fornendo informazioni sulla nostra attività, diffondendo studi originali, recensioni, traduzioni e notizie significative, attinte alle numerose riviste straniere che ci arrivano per scambio; ha, inoltre, regolarmente ospitato articoli e contributi, frutto di contatti e rapporti nati dalla partecipazione ad incontri nazionali ed internazionali.

Tra le pubblicazioni curate dall’Amicizia Ebraico-Cristiana, ricordiamo la traduzione italiana dell’opera di Jules Isaac Gesù e Israele, a cura di Ebe Finzi Castelfranchi. In appendice il volume riportava i dieci Punti di Seelisberg, la Dichiarazione del 1965 “Nostra Aetate” del Concilio Vaticano II e la dichiarazione del dicembre 1974, pubblicata dalla suddetta Commissione Vaticana. Nel 2001 il libro, che ha tutt’oggi un ruolo fondamentale nel dialogo ebraico-cristiano, è stato ripubblicato da Marietti.

Le iniziative

Le manifestazioni in Palazzo Vecchio hanno radici lontane: nel 1964 il compianto sindaco Giorgio La Pira, nostro presidente onorario, organizzò una solenne cerimonia per commemorare lo storico Jules Isaac, promotore della lotta contro l’antisemitismo e fondatore delle Amicizie Ebraico-Cristiane. Dieci anni dopo, nel 1974, lo scrittore André Chouraqui di Gerusalemme tenne una seconda commemorazione di Jules Isaac. Nel 1975 è stato ricordato Jacques Maritain dal P. Marcel Dubois O.P. Nel 1976. il prof. Zwi Werblowsky, docente all’Università di Gerusalemme e presidente del Comitato interconfessionale d’Israele, ha parlato sul tema “Gerusalemme, città santa per tre religioni”. Nel 1977 il P. Bruno Hussar O.P., già fondatore della “Maison d’Isaïe” a Gerusalemme, ha parlato di “Nevé Shalom”, il villaggio, allora ai primi passi nel quale convivono ebrei, cristiani e musulmani. Nel 1978 il prof. Werblowsky ha parlato sul tema “Religione, pace e diritti dell’uomo”. Nel luglio del 1984 il Colloquio Internazionale dell’ ICCJ ebbe luogo a Saltino, località montana vicina a Firenze, in una festosa cornice, dopo che una delegazione era stata ricevuta a Roma dal papa. Di fatto l’incontro si concluse per i convenuti a Firenze, in Palazzo Vecchio, ricevuti, fra gli altri, da Fioretta Mazzei, allora presidente dell’Amicizia Ebraico-Cristiana e assessore comunale. 

Nonostante ogni permanente e ricorrente difficoltà, possiamo parlare di obiettivi raggiunti nel pur lungo cammino che sempre si apre dinanzi a noi. Con gioia, anche nel nostro paese non siamo più soli, ma parte di un vasto movimento per il dialogo ebraico cristiano, nel quale sono impegnate comunità ebraiche e cristiane, sia a livello di base che nei loro organismi ufficiali, unitamente a numerose associazioni per il dialogo (pensiamo a Maria Vingiani, fondatrice del SAE con la ricchezza dei suoi gruppi locali, al SIDIC, a SeFeR, a Qol, alle Suore di Nostra Signora di Sion, ad Agape, a Biblia etc.). Gli anni ’80 hanno visto la nascita e il fiorire di cinque nostre consorelle: le Amicizie Ebraico-Cristiane di Roma, Ancona, Torino, Napoli e di Forlì, divenuta poi della Romagna, alle quali si sono in seguito aggiunte quelle di Cuneo e di Udine: con esse siamo riuniti, dal 1989, in una Federazione.

Elemento propulsivo e di coesione sono i Colloqui ebraico-cristiani di Camaldoli – della cui ideazione e organizzazione siamo corresponsabili – nati nel 1980 e divenuti punto di riferimento per il dialogo ebraico-cristiano nel nostro paese. Un coronamento ed un potente incentivo per il processo del dialogo è stata, nel 1986, la visita del papa alla Sinagoga di Roma. Sono fatti concreti che hanno dato un senso particolare alla nostra pluridecennale attività. Dal 1990 viene anche celebrata annualmente, il 17 gennaio, la giornata dedicata all’approfondimento del dialogo ebraico-cristiano. 

Come Amicizia Ebraico-Cristiana di Firenze abbiamo celebrato, nel 1990, il quarantesimo anniversario con una serie di iniziative, culminanti nella giornata del Convegno Internazionale in Palazzo Vecchio, domenica 27 maggio 1990 e conclusasi festosamente con una serata di danze ebraiche del gruppo di Carla Padovani. Il giorno successivo Chouraqui si è incontrato a S. Miniato al Monte col Dalaj Lama. (In seguito è tornato a Firenze nel 1992, nel 1995 e nel 1996 per la presentazione di suoi libri).

Nel 1992, in occasione del Convegno Internazionale in Palazzo Vecchio “Firenze come messaggio: il prossimo Umanesimo”, fu assegnato a P. Bruno Hussar il premio Giorgio La Pira, dell’ammontare di dieci milioni, riconoscimento per la sua preziosa attività per il dialogo e per la pace. Nel novembre del 1993, a cinquant’anni dalle deportazioni degli ebrei a Firenze, fu presentato sempre in Palazzo Vecchio il libro Amici per la vita di Louis Goldman, con la presenza del’autore: una bella storia dei tempi oscuri della guerra ma anche di solidarietà umana. Un’altra festosa iniziativa ebbe luogo nel 1995: il prof. Luciano Alberti tenne una conferenza su “Il Nabucco quasi un inno nazionale”, con la partecipazione del coro di S. Felice a Ema.

Negli anni, numerosi giovani da tutta Italia, grazie anche all’organizzazione dell’ ICCJ, hanno partecipato agli Incontri per la leadership giovanile.

L’Amicizia Ebraico-Cristiana di Firenze è stata membro, assieme ad altre associazioni, del Comitato Nazionale “Bibbia, Cultura e Scuola”. 

Dall’estate del 1993, in collaborazione con Terra di Danza, hanno avuto luogo, con crescente successo, annuali seminari residenziali di Danza e Cultura ebraica, che rappresentano un’occasione di comunicazione e di dialogo dagli esiti superiori ad ogni aspettativa.

Quali sono gli obiettivi delle attività dell’amicizia ebraico cristiana di Firenze?

  • Instaurare una convivenza e convivialità basate sul rispetto, sull’apprezzamento e sul riconoscimento di pari dignità umana culturale e religiosa tra tutti gli uomini a partire dal dialogo tra ebrei e cristiani.
  • Approfondire la conoscenza e la stima reciproca, nonché l’amicizia tra gli individui e tra i popoli attraverso un’educazione alla benevolenza e alla solidarietà.
  • Sradicare ogni forma di antisemitismo, intolleranza e pregiudizio, di violenza e di razzismo.
  • Pubblicare e diffondere  testi sul dialogo ebraico cristiano 

Organizzare e promuovere:

  • Conferenze, incontri, seminari, dibattiti, lezioni presso scuole, letture bibliche.
  • Dal 1980 gli annuali Colloqui ebraico-cristiani di Camaldoli (AR).
  • Seminari residenziali estivi di Danza e Cultura ebraica.
  • Incontri e iniziative per giovani.

Collaborare:

  • Con associazioni (SAE, SIDIC, BIBLIA, SEFER, QOL, AMICI DI NEVÉ SHALOM, CEM MONDIALITÀ, RELIGIONI PER LA PACE, ecc) Comitato Bibbia Cultura Scuola. Commissione Pace del Comune di Firenze.

Aderire:

  • Alla Federazione delle Amicizie Ebraico-Cristiane in Italia, costituitasi nel 1988 a Camaldoli con i gruppi di Roma, Ancona, Torino, Napoli, della Romagna ed in seguito di Udine e Cuneo.
  • All’ICCJ (International Council of Christian and Jews).

Sostenere: 

 Nevé Shalom Wahat as-Salam, il villaggio in Israele fondato da Bruno Hussar ove convivono ebrei, cristiani e musulmani.

Quali sono gli obiettivi delle attività dell’amicizia ebraico cristiana di Firenze?

–​Instaurare una convivenza e convivialità basate sul rispetto, sull’apprezzamento e sul riconoscimento di pari dignità umana culturale e religiosa tra tutti gli uomini a partire dal dialogo tra ebrei e cristiani.

–​Approfondire la conoscenza e la stima reciproca, nonché l’amicizia tra gli individui e tra i popoli attraverso un’educazione alla benevolenza e alla solidarietà.

–​Sradicare ogni forma di antisemitismo, intolleranza e pregiudizio, di violenza e di razzismo.

-Pubblicare e diffondere  testi sul dialogo ebraico cristiano 

Organizzare e promuovere:

–​Conferenze, incontri, seminari, dibattiti, lezioni presso scuole, letture bibliche.

–​Dal 1980 gli annuali Colloqui ebraico-cristiani di Camaldoli (AR).

–​Seminari residenziali estivi di Danza e Cultura ebraica.

–​Incontri e iniziative per giovani.

Collaborare:

–​ Con associazioni (SAE, SIDIC, BIBLIA, SEFER, QOL, AMICI DI NEVÉ SHALOM, CEM MONDIALITÀ, RELIGIONI PER LA PACE, ecc) Comitato Bibbia Cultura Scuola. Commissione Pace del Comune di Firenze.

ADERISCE:

Alla Federazione delle Amicizie Ebraico-Cristiane in Italia, costituitasi nel 1988 a Camaldoli con i gruppi di Roma, Ancona, Torino, Napoli, della Romagna ed in seguito di Udine e Cuneo.

All’I C C J (International Council of Christian and Jews).

SOSTIENE Nevé Shalom Wahat as-Salam, il villaggio in Israele fondato da Bruno Hussar ove convivono ebrei, cristiani e musulmani e istituzioni simili.

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IL BOLLETTINO

la nostra Associazione e il nostro Bollettino da quasi 50 anni vivono soltanto sul contributo volontario, sulla generosità di persone come Lei che credono nei valori della Pace e del Dialogo tra gente di fedi e culture diverse. Le chiediamo un segno di fiducia e di incoraggiamento per la causa del dialogo ebraico cristiano in Italia, scegliendo tra le seguenti modalità:

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I Soci fedeli da oltre 10 anni, con una offerta di Euro 70,00 ed oltre diventeranno Soci Onorari e saranno i nostri garanti

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Per Informazioni e per partecipare alle iniziative dell’Associazione scrivere:

– Casella Postale 282 – 50100 Firenze